Questa composizione, meditata e sofferta per la profondità del messaggio, riguarda le problematiche del pianeta terra. Al brano musicale, ha fatto seguito il mio libro” Terra, amata terra”, riflessioni sulla società, arte e benessere, dato in stampa a Armando Curcio Editore.
Il brano musicale è diviso in tre parti, inteso come opera sostanziale.
La prima parte è una danza primordiale di tipo tribale, dove il ritmo scandito dalle percussioni segnano il primo elemento musicale acquisito dal genere umano sulla terra, il battere. Al ritmo si aggiungono le voci del coro in dialogo e liberamente intonate di una ipotetica tribù, tutto in crescendo. Il ritmo ebbe una funzione comunicativa in caso di eventi bellici, luttuosi, ma anche nei momenti di gioia, amore e festività. Segue l’ingresso delle strappate degli archi e i fiati come l’andamento ascendente del genere umano, attraverso milioni di anni, fino ad arrivare ad un notevole sviluppo mentale e capacità fisiche. Successivamente, i bassi e i tenori del coro entrano con un canto intonato e ritmico ben definito a cui si aggiungono i mezzosoprani e soprani, insieme a tutti gli strumenti dell’orchestra in solennità.
La seconda parte - Andante, molto espressivo - rappresenta un monito dei bambini e giovani ai potenti governi mondiali e alle realtà interpersonali e sociali. Viene eseguita dalle voci bianche, oppure dai soprani e mezzosoprani del coro adulti. Inizia in sottovoce con gli armonici degli archi, mentre il flauto esegue dolci ricami e contrappunti, i corni annunciano l’ingresso del coro. Assistiamo ad altri tre attacchi vocali mentre l’orchestra è impegnata anche negli interludi strumentali. Il testo dice:
Quante sono le cose eluse, la natura, sogni veri, la vita, prosegue con un appello:
Salviamo la terra con la forza di amare, cancellando il terrore!
La terza parte viene introdotta dal tremolo delle percussioni e dei contrabassi, dal pianissimo in crescendo, si avverte un ritmo scandito dei timpani e il fortissimo degli archi. Rappresenta una breve tempesta, riassume i contrasti e le guerre nella storia. Il tutto si placa per dar spazio all’ingresso dei mezzosoprani e soprani e poi con la risposta dei tenori e bassi sul testo: Terra. Tutto il coro risponde: amata terra, coro 1, a cui fa seguito un interludio dell’orchestra che cambia l’atmosfera con le trombe che scandiscono note penetranti come gli altri fiati, è un simulare delle mitragliatrici. Fa seguito un intervento degli archi con ritmi irregolari, un brusio dopo la tensione ancora evidente. Il soprano solista canta in questo clima “Una terracontesa, per insidie umane, per interessi vani”, in quanto la nostra vita è relativamente breve, mentre il tenore rafforza con” Gente senza rispetto, che dimorala terra, troppofalsa, violenta!”. Le voci riaffiorano con un piccolo inciso che introduce il coro 2, questa volta può essere eseguito, in particolari occasioni, insieme ad un numero illimitato di cantori. Ritornano il soprano e poi il tenore nel canto “Salviamo la terra, con segni di vita!”. Con lo stesso testo il coro 3, con tutti gli esecutori, anche con l’eventuale policoro, con un solenne finale di inno alla vita.